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	<description>Whatchew talkin' 'bout, Willis?</description>
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		<title>Router Asus WL-500g Premium: connessione on demand con modem 3G</title>
		<link>http://zeromega.altervista.org/blog/2009/09/router-asus-wl-500g-premium-connessione-on-demand-con-modem-3g/</link>
		<comments>http://zeromega.altervista.org/blog/2009/09/router-asus-wl-500g-premium-connessione-on-demand-con-modem-3g/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 14:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeromega</dc:creator>
				<category><![CDATA[Router Asus]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei e220]]></category>
		<category><![CDATA[router]]></category>
		<category><![CDATA[wl500gP]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; possibile modificare la configurazione del router in oggetto per avere una connessione on demand su rete UMTS; per questo è necessario apportare alcune modifiche al file di configurazione di ppp.

Impostare la connessione on demand
Per prima cosa è necessario connettersi al router; nel mio caso ho mantenuto l&#8217;indirizzo di default:
telnet 192.168.1.1
Inserire le credenziali di admin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile modificare la configurazione del router in oggetto per avere una connessione on demand su rete UMTS; per questo è necessario apportare alcune modifiche al file di configurazione di ppp.</p>
<p><span id="more-50"></span></p>
<h2>Impostare la connessione on demand</h2>
<p>Per prima cosa è necessario connettersi al router; nel mio caso ho mantenuto l&#8217;indirizzo di default:</p>
<pre style="padding-left: 30px;">telnet 192.168.1.1</pre>
<p>Inserire le credenziali di admin per accedere; il file su cui è necessario apportare le modifiche è <em>/tmp/ppp/gprs/gprs.</em></p>
<p>I parametri da aggiungere sono:</p>
<pre style="padding-left: 30px;">demand
10.64.64.64:10.64.64.64</pre>
<p>L&#8217;ultimo è l&#8217;indirizzo ip del gateway che normalmente usiamo per la nostra connessione; di fatto si dice all&#8217;interfaccia ppp0 di avviarsi assumendo questo indirizzo e di attendere richieste.<br />
NOTA: per vedere qual è l&#8217;indirizzo del gateway da mettere si può connettersi normalmente e poi dall&#8217;interfaccia web del router andare in <em>Status &amp; Log &gt; Diagnostic info</em> e cercare la sezione che riguarda l&#8217;interfaccia ppp0; nel mio caso è:</p>
<pre style="padding-left: 30px;">ppp0      Link encap:Point-Point Protocol
          inet addr:95.74.107.71  <span style="text-decoration: underline;"><strong>P-t-P:10.64.64.64</strong></span>  Mask:255.255.255.255
          UP POINTOPOINT RUNNING MULTICAST  MTU:1500  Metric:1
          RX packets:7055 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
          TX packets:5267 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
          collisions:0 txqueuelen:3
          RX bytes:8328641 (7.9 MiB)
          TX bytes:550896 (537.9 KiB)</pre>
<h2>Disconnessione automatica</h2>
<p>La seconda opzione che attiveremo è la disconnessione automatica; in questo modo imposteremo un parametro che rappresenta il timeout (in secondi) trascorso il quale il demone pppd interrompe la connessione se non ha rilevato attività di rete. La riga da aggiungere è la seguente:</p>
<pre style="padding-left: 30px;">idle n</pre>
<p>Il valore del timeout <em>n</em> potrete ovviamente impostarlo secondo le vostre esigenze.</p>
<h2>Salvataggio della configurazione</h2>
<p>Il risultato finale è quindi:</p>
<pre style="padding-left: 30px;">10.64.64.64:10.64.64.64
idle 60
demand
crtscts
noipdefault
defaultroute
ipcp-accept-local
ipcp-accept-remote
lcp-echo-interval 60
lcp-echo-failure 5
usepeerdns
noauth
nodetach
user "$username$"
connect "/usr/sbin/chat -s -S -V -t 30 -f /tmp/ppp/peers/gprs.chat 2&gt;/tmp/chat.log</pre>
<p>Per fare in modo che il file modo che le modifiche apportate al file non vengano perse, è necessario aggiungerlo nel file <em>/usr/local/.files</em>:</p>
<pre style="padding-left: 30px;">echo /tmp/ppp/gprs/gprs &gt;&gt; /usr/local/.files</pre>
<p>e successivamente procedere con il salvataggio della memoria flash:</p>
<pre style="padding-left: 30px;">flashfs save &amp;&amp; flashfs commit &amp;&amp; flashfs enable &amp;&amp; reboot</pre>
<h2>Note</h2>
<p>Ogni richiesta che parta dalla rete locale verso internet riattiva la connessione; per questo è consigliabile controllare ed eventualmente disabilitare:</p>
<ul>
<li>sul router: le richieste del server ntp, il client ddns, il server ftp</li>
<li>sui pc: gli aggiornamenti automatici (del sistema operativo o degli applicativi &#8211; ad esempio gli antivirus) le pagine web che si aggiornano automaticamente</li>
</ul>
<h2>Riferimenti</h2>
<ul>
<li><a href="http://linux.die.net/man/8/pppd">pppd: Point-tp-Point Protocol Daemon &#8211; Linux man page</a></li>
<li><a href="http://a2.pluto.it/a2358.htm">a2 &#8212; Introduzione al PPP</a></li>
<li><a href="http://www.faqs.org/docs/linux_network/x7297.html">Linux Network Administrators Guide &#8211; More Advanced PPP Configurations</a></li>
<li><a href="http://www.kalamazoolinux.org/tech/pppd-demand-dialing.txt">PPPD Demand Dialing mini-HOWTO</a></li>
<li><a href="http://forum.telefonino.net/showthread.php?t=366261">Telefonino.net Forum: Router per modem USB</a></li>
<li><a href="http://koppel.cz/conferences/viewforum.php?f=10">koppel.cz</a> (Forum)</li>
<li><a href="http://oleg.wl500g.info/">Firmware Oleg</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Router Asus WL500g Premium con Huawei E220</title>
		<link>http://zeromega.altervista.org/blog/2009/06/router-asus-wl500g-premium-con-huawei-e220/</link>
		<comments>http://zeromega.altervista.org/blog/2009/06/router-asus-wl500g-premium-con-huawei-e220/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 12:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeromega</dc:creator>
				<category><![CDATA[Router Asus]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei e220]]></category>
		<category><![CDATA[router]]></category>
		<category><![CDATA[wl500gP]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un po&#8217; di tempo utilizzo un router Asus con firmware customizzato che consente di connettere i pc di una rete locale ad internet attraverso le reti UMTS con un modem o un telefonino 3g.

Il modello del router in questione è il WL500g Premium, discendente del glorioso WL500g. Una delle sue peculiarità è quella di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="border: 0px solid ; width: 115px; height: 53px; float: right;" alt="Asus Home Gateway" title="Asus Home Gateway" src="http://zeromega.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/04/asuslogog.jpg" />Da un po&#8217; di tempo utilizzo un router Asus con firmware customizzato che consente di connettere i pc di una rete locale ad internet attraverso le reti UMTS con un modem o un telefonino 3g.</p>
<p><span id="more-45"></span><br />
Il modello del router in questione è il <a href="http://www.asus.com/product.aspx?P_ID=8el2DcrRjLoHNdQ8">WL500g Premium</a>, discendente del glorioso <a href="http://www.asus.com/product.aspx?P_ID=Lay7q72y5qQZDAdL">WL500g</a>. Una delle sue peculiarità è quella di aver generato una comunità di utenti piuttosto viva, che hanno sviluppato alcuni firmware customizzati.<br />
Uno di questi permette in modo molto semplice di collegare un modem umts ad una delle porte usb del router e di utilizzare la connessione su rete 3g come connessione WAN. Nel mio caso ho utilizzato un modem <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Huawei_E220">Huawei E220</a>.</p>
<p>Il firmware che ho utilizzato è la versione <a href="http://koppel.cz/cdmawifi/">customizzata da Koppel</a>, che deriva da una versione <a href="http://oleg.wl500g.info/">sviluppata da Oleg</a>: la differenza principale è appunto la gestione dei modem usb.<br />
La versione a cui faccio riferimento è la 1.9.2.7-10-USB-1.71.<br />
Una volta che il firmware è caricato sul router, per impostare  la connessione è sufficiente collegare <a href="http://koppel.cz/cdmawifi/hardware/">uno dei modem compatibili</a> ad una delle porte USB, accenderlo e collegarsi alla sua interfaccia web (di default, http://192.168.1.1); ad accesso avvenuto nel pannello laterale sarà presente una nuova voce (<em>USB Connection</em>): selezionandola si accede alla pagina che consente di scegliere il tipo di connessione (nella screenshot è riportato il mio caso).</p>
<div id="attachment_58" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://zeromega.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/wl500gp_usb_connection_mode.jpg"><img class="size-medium wp-image-58" title="WL-500g Premium USB Connection Mode" src="http://zeromega.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/wl500gp_usb_connection_mode-300x187.jpg" alt="WL-500g Premium USB Connection Mode" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">WL-500g Premium USB Connection Mode</p></div>
<p>Le impostazioni specifiche (compreso il modello di modem utilizzato) devono essere poi inserite nella pagina <em>GPRS/EDGE/UMTS Config</em>; nella screenshot sono inseriti i valori corretti per la connessione a TIM.</p>
<div id="attachment_59" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://zeromega.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/wl500gp_umts_config.jpg"><img class="size-medium wp-image-59" title="WL-500g Premium GPRS/EDGE/UMTS Config" src="http://zeromega.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/wl500gp_umts_config-300x187.jpg" alt="WL-500g Premium GPRS/EDGE/UMTS Config" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">WL-500g Premium GPRS/EDGE/UMTS Config</p></div>
<p>Riferimenti:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.asus.com/product.aspx?P_ID=8el2DcrRjLoHNdQ8">WL-500g Premium su sito ASUS</a></li>
<li><a href="http://wl500g.info/">AsusForum.NET &#8212; WL500g</a></li>
<li><a href="http://blog.liberailvoip.it/2008/04/08/mobile-routers-terza-parte-asus-wl-500g-e-wl-500g-premium/">Recensione su LiberaIlVoip</a></li>
<li><a href="http://koppel.cz/cdmawifi/">Firmware Koppel</a></li>
<li><a href="http://oleg.wl500g.info/">Firmware Oleg</a></li>
<li><a href="http://forum.telefonino.net/showthread.php?t=366261">Forum su Telefonino.net</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Upgrade della CPU su un ASUS L1410B</title>
		<link>http://zeromega.altervista.org/blog/2009/01/upgrade-della-cpu-su-un-asus-l1410b/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 04:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeromega</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notebook]]></category>
		<category><![CDATA[CPU]]></category>
		<category><![CDATA[Upgrade]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra gli aggiornamenti a cui ho sottoposto il mio precedente notebook c&#8217;è stata anche la sostituzione dl processore: in origine aveva&#160;un Mobile Intel Celeron con frequenza operativa di 1.13 MHz. Anche se sono rimasto positivamente impressionato da questo processore (sul quale ero in precedenza molto prevenuto) ho iniziato ad interessarmi alla possibilità di upgrade con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="border: 0px solid ; width: 195px; height: 226px; float: right;" alt="Indicazioni di CPU-Z" title="Indicazioni di CPU-Z" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/cpuz_asusl1_thumb.jpg" />Tra gli aggiornamenti a cui ho sottoposto il mio precedente notebook c&#8217;è stata anche la sostituzione dl processore: in origine aveva&nbsp;un Mobile Intel Celeron con frequenza operativa di 1.13 MHz. Anche se sono rimasto positivamente impressionato da questo processore (sul quale ero in precedenza molto prevenuto) ho iniziato ad interessarmi alla possibilità di upgrade con un Mobile Pentium III, che offre in più lo Speedstep ed una cache L2 raddoppiata (che passa quindi da 256K a 512K). L&#8217;operazione è risultata piuttosto semplice oltre che divertente, e dal punto di vista funzionale e prestazionale il notebook ne ha sicuramente beneficiato: l&#8217;autonomia (già buona) è aumentata così come la velocità di elaborazione. Purtroppo non ho benchmarks che possano dimostrare le differenze in modo oggettivo, ma queste sono state sensibili.<br />Di seguito espongo la procedura che ho seguito: le linee generali sono applicabili a molti notebook basati su cpu Intel.<br /><span id="more-43"></span><br />
<h2>Individuazione del modello di CPU</h2>
<p>Il processo inizia con l&#8217;individuare quale processore è istallato nel notebook, e con quali modelli è upgradabile; devono corrispondere la frequenza di bus (FSB) e la piedinatura, in modo che sia compatibile sia dal punto di vista logico (cioè controllabile dal chipset già presente) che elettrico:</p>
<div style="text-align: center;"><a href="http://zeromega.altervista.org/immagini/cpuz_asusl1.jpg"><img style="border: 0px solid ; width: 195px; height: 226px;" alt="Indicazioni di CPU-Z" title="Indicazioni di CPU-Z" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/cpuz_asusl1_thumb.jpg" /></a></div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://zeromega.altervista.org/immagini/intel_pfid_asusl1.jpg"><img style="border: 0px solid ; width: 317px; height: 228px;" alt="Indicazioni di Intel Processor Frequency ID Utility" title="Indicazioni di Intel Processor Frequency ID Utility" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/intel_pfid_asusl1_thumb.jpg" /></a></div>
<ul>
<li>si può iniziare scoprendo lo <span style="font-style: italic;">sSpec Number</span> del processore, magari con un&#8217;utility tipo <a href="http://www.cpuid.com/cpuz.php">CPU-Z</a> oppure con la <a href="http://support.intel.com/support/processors/tools/frequencyid/">Intel Processor Frequency&nbsp; ID Utility</a> (nel caso in cui non sia istallato Windows, quest&#8217;ultima è disponibile anche in versione avviabile); lo <span style="font-style: italic;">sSpec Number</span> è un codice che identifica univocamente le cpu Intel, e lo identifica univocamente: una volta che le caratteristiche della cpu sono note, si può usare il <a href="http://processorfinder.intel.com/">Processor Spec Finder</a> di Intel per ricavare lo <span style="font-style: italic;">sSpec Number</span> della cpu</li>
<li>sempre con il Processor Spec Finder, si possono cercare le cpu che sono compatibiliper voltaggio, socket e fsb e scegliere quella che più aggrada</li>
<li>consiglio poi cercarla sui siti di aste (la mia l&#8217;ho acquistata su eBay USA), dato che difficilmente si trovano attraverso i classici canali di vendita</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>98lite</title>
		<link>http://zeromega.altervista.org/blog/2009/01/98lite/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 19:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeromega</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notebook]]></category>
		<category><![CDATA[Embedded]]></category>
		<category><![CDATA[Versioni light]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[98lite è un prodotto di LitePC, che offre utilità di sistema con cui è possibile customizzare l&#8217;installazione del proprio sistema operativo rendendo opzionali alcuni componenti che normalmente non lo sono.
Questo viene incontro agli utenti di Windows che volessero installare Windows 98 o ME su pc obsoleti (magari con solo 16 o&#160; 32 MB di RAM [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>98lite è un prodotto di <a href="http://www.litepc.com/">LitePC</a>, che offre utilità di sistema con cui è possibile customizzare l&#8217;installazione del proprio sistema operativo rendendo opzionali alcuni componenti che normalmente non lo sono.<br /><span id="more-39"></span></p>
<p>Questo viene incontro agli utenti di Windows che volessero installare Windows 98 o ME su pc obsoleti (magari con solo 16 o&nbsp; 32 MB di RAM in dotazione). Spesso non è possibile semplicemente installare il precedente Windows 95, che è notevolmente più leggero e veloce ma che spesso non riconosce tutte le periferiche (si pensi solo al supporto USB). Un altro problema può essere quello della convivenza forzata con Internet Explorer; infatti, anche se ad oggi è il browser più diffuso,&nbsp;ci sono valide alternative (<a href="http://www.opera.com/">Opera</a> è un campione di velocità e snellezza, mentre molti preferiscono <a href="http://www.mozilla-europe.org/it/products/firefox/">Firefox</a>) ed in ogni caso molti possono ritenerlo eccessivo per guardare nel proprio filesystem&#8230;<br />A questo punto si rende necessario il protagonista di questa pagina: in realtà è una utility un po&#8217; particolare, visto che agisce sulla fase di installazione del sistema operativo. Tutto ciò che segue è tratto dal file manual.txt che accompagna il programma e dalla mia esperienza personale.<br />La versione disponibile per il download gratuito è la&nbsp;<span style="font-style: italic;">preview</span>, che implementa solo una parte delle funzionalità offerte dalla&nbsp;<span style="font-style: italic;">professional</span>: si può accedere alle opzioni avanzate di quest&#8217;ultima tramite <a href="http://www.litepc.com/buy98lite.html">registrazione</a>; la versione freeware offre comunque spunti interessanti, anche se non arriva ad istallare Windows 98 in soli 50 MB (possibile invece con la versione completa).<br />
<h2>Requisiti minimi</h2>
<p>I requisiti necessari per l&#8217;installazione sono:
<ul>
<li>Processore 486 33 MHz, 4 MB RAM</li>
<li>200 MB di spazio su hard disk (dopo l&#8217;installazione si riducono a 100 nel caso di una installazione tipica)</li>
<li>CD-Rom</li>
<li>Licenza d&#8217;uso per MS Windows 98/98SE/ME e opzionalmente per Windows 95</li>
</ul>
<h2>Installazione</h2>
<p><img style="width: 325px; height: 120px; float: right;" alt="Voci aggiunte al menù di avvio da 98lite" title="Voci aggiunte al menù di avvio da 98lite" src="../immagini/98lite_menu.gif" width="" height="" />Alla fine del download vi ritroverete con un file di 320 KB, denominato 98lite45.exe. Lanciandolo (sia da ambiente Windows 98che con un disco di avvio Dos) il programma mostra 3 opzioni, tra cui&nbsp;<span style="font-style: italic;">Install</span>: selezionando quest&#8217;ultima, la domanda successiva ci chiede dove scompattare il programma, dopodichè avverrà l&#8217;estrazione dei file. La fase preparatoria è così terminata.<br />Opzionalmente è possibile fare in modo di modificare la lingua utilizzata dal programma:è sufficiente <a href="http://www.litepc.com/lang.html">scaricare il modulo relativo</a> e scompattare il file nella cartella di installazione del programma.<br />Da Windows o da Dos, posizionarsi nella nuova cartella (di default è C:\98setup, ma è personalizzabile) ed eseguire 98lite.exe; il programma raccoglierà i file e le informazioni per il setup del sistema operativo: nella cartella precedentemente creata vengono copiati i file .CAB dal cd di Windows. Il programma a questo punto chiede a quale tipo di operazione si intenda procedere:
<ul>
<li><span style="font-style: italic;">CLEAN INSTALL</span>: installazione ex-novo del sistema operativo, nella quale però molte componenti che sono normalmente istallate di default sono presentate come opzionali, e tra queste Internet Explorer.</li>
<li><span style="font-style: italic;">TAKE CONTROL!</span>: nel caso in cui si stia operando su un sistema già istallato, questa seconda opzione rende possibile la disistallazione di alcuni componenti di Windows, e tra essi anche Internet Explorer.</li>
<li><span style="font-style: italic;">SHELL SWAP</span>: questa opzione è estremamente interessante per chi vuole un desktop più snello e veloce; infatti quello di Windows 98/98SE sarà sostituito con il più leggero desktop di Windows 95, sicuramente meno accattivante dal punto di vista estetico, ma molto meno avido di risorse ed ugualmente funzionale. Per questa opzione è necessario avere a disposizione anche il cd di installazione di Windows 95.</li>
</ul>
<p>La versione <span style="font-style: italic;">Professional</span> offre numerose altre opzioni tra cui <span style="font-style: italic;">98micro</span>, che promette di istallare Windows in soli 50 MB (!): sicuramente molto interessante anche per chi vuole usare questo OS in modalità embedded oppure in emulazione.<br /><img style="width: 401px; height: 292px; float: left;" alt="Opzioni aggiunte all'istallazione di Windows" title="Opzioni aggiunte all'istallazione di Windows" src="../immagini/Istallazione_Win.gif" width="" height="" />Scegliendo&nbsp;<span style="font-style: italic;">Take Control!</span>, il sistema viene modificato in pochi secondi: non è neanche necessario riavviare Windows. Da adesso, accedendo alla finestra di setup di Windows (<span style="font-style: italic;">Pannello di Controllo -&gt; Installazione Applicazioni -&gt; Installazione di Windows</span>) potremo decidere se mantenere o togliere alcuni componenti che non venivano precedentemente elencati.<br />Per ulteriori informazioni si rimanda al file 98manual.txt presente nel file di setup e alla homepage del programma.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Linux su un Compaq Presario 1245</title>
		<link>http://zeromega.altervista.org/blog/2009/01/linux-su-un-compaq-presario-1245/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 05:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeromega</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook]]></category>
		<category><![CDATA[Compaq]]></category>
		<category><![CDATA[Portatili]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste pagine vengono esposte delle note specifiche sull&#8217;istallazione di varie distribuzioni Linux su un notebook Compaq Presario 1245, derivanti dall&#8217;esperienza personale e da documentazione reperibile in rete.

Configurazione hardware
Processore: AMD K6-2 3DNow! 333MHz     Compaq Presario 1200
Chipset: OPTi Viper Max
Memoria di sistema: 32MB, espandibili a 160 MB
Scheda Video: NeoMagic MagicGraph 128XD &#8211; 2 MB di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="width: 150px; height: 135px; float: left;" title="Compaq Presario 1200" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/presario.gif" alt="Compaq Presario 1200" />In queste pagine vengono esposte delle note specifiche sull&#8217;istallazione di varie distribuzioni Linux su un notebook Compaq Presario 1245, derivanti dall&#8217;esperienza personale e da documentazione reperibile in rete.<br />
<span id="more-37"></span></p>
<h2>Configurazione hardware</h2>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: bold;">Processore:</span> AMD K6-2 3DNow! 333MHz     Compaq Presario 1200<br />
<span style="font-weight: bold;">Chipset:</span> OPTi Viper Max<br />
<span style="font-weight: bold;">Memoria di sistema:</span> 32MB, espandibili a 160 MB<br />
<span style="font-weight: bold;">Scheda Video:</span> NeoMagic MagicGraph 128XD &#8211; 2 MB di memoria video<br />
<span style="font-weight: bold;">Scheda Audio:</span> ESS 1869<br />
<span style="font-weight: bold;">Display:</span> LCD 12,1&#8242; HPA<br />
<span style="font-weight: bold;">Hard Disk:</span> Toshiba MK-3212 3.1 GB<br />
<span style="font-weight: bold;">CD-Rom: </span>Toshiba XM-1902 24x<br />
<span style="font-weight: bold;">Floppy:</span> drive 1.44MB<br />
<span style="font-weight: bold;">Modem:</span> Lucent v.90 56kbps<br />
<span style="font-weight: bold;">Porte di connessione:</span> 1 seriale, 1 parallela, 1 VGA-out, 1 PS/2, 1 USB, 1 ingresso audio, 1 uscita audio, 1  slot PCMCIA Tipo II o III</p>
<p><span style="font-style: italic; text-decoration: underline;">Nota Importante:</span> è molto probabile che l&#8217;utilizzo del cd <span style="font-style: italic;">Compaq QuickRestore</span> distrugga la tabella delle partizioni se questa evidenziasse delle incompatibilità rispetto alla configurazione iniziale.</p>
<h2>Distribuzioni utilizzate</h2>
<p>Questo è stato il mio primo pc, e dopo poco tempo che era in mano mia, ho subito voluto iniziare a provare Linux affiancandolo a Windows 98; Linux poi non è più sceso dalle mie macchine.<br />
Ho iniziato con <a href="http://zeromega.altervista.org/blog/2009/01/per-i-nostalgici-installazione-di-red-hat-linux-61/">Red Hat 6.1</a>, di cui trovai il cd allegato ad una rivista con tanto di articolo-guida. Con il passare dei mesi, ho provato a fondo tutte le releases successive di Red Hat fino alla 8, ma anche Mandrake (dalla 7.0 alla 9.2), la promettente ma subito estinta Corel e varie Live Distro, con una particolare attenzione per <a href="http://www.knoppix.org/">Knoppix</a> (dalla 3.1 in poi).<br />
Quelle che ho trovato più interessanti sono state Red Hat 7.2, 7.3 e Knoppix 3.1. Per avere qualcosa di più aggiornato è necessario indirizzarsi su distribuzioni mirate all&#8217;uso su pc a basse risorse: tra queste posso suggerire <a href="http://www.damnsmalllinux.org/">Damn Small Linux</a> che <a href="http://www.slax.org/">Slax</a>.</p>
<h2>Boot</h2>
<p>Questo pc supporta l&#8217;avvio da cd-rom (basta selezionare da bios l&#8217;opportuna sequenza di boot), perciò accendendolo con inserito il cd di una distribuzione parte automaticamente la relativa procedura di istallazione; nel caso in cui il computer su cui state operando non supporti l&#8217;avvio da cd-rom, è possibile crearsi dei floppy di boot con le utility presenti sul cd.</p>
<h2>X</h2>
<p>Per configurare X-Windows le varie distribuzioni mettono a disposizione un&#8217;ampia varietà di tools, dai più &#8220;criptici&#8221; (come nel caso di Debian) sino alla completa automazione. E&#8217; necessario però avere una conoscenza ben precisa della scheda video e del monitor. La scheda video Neomagic viene normalmente supportata, mentre il display deve essere impostato come &#8220;Generic Multisync&#8221; oppure comunque impostare una frequenza di refresh orizzontale non superiore ad 80Hz; spesso è necessario indicare la dimensione della memoria video (2 MB) e come unica possibile risoluzione 800&#215;600x16.<br />
Non sono stato capace di configurare X-Windows con Debian 2.2 e con Mandrake 7.1 scegliendo XFree86 4.0, mentre con Red Hat 7.x non è stato sempre possibile avviare la procedura di istallazione in modalità grafica (successivamente il sistema grafico ha funzionato correttamente).<br />
Con nessuna delle distribuzioni recenti che ho provato ho avuto problemi. A titolo di esempio, puoi scaricare il mio file <a href="http://zeromega.altervista.org/files/XF86Config_rh62_presario1245">XF86Config</a> utilizzato con Red Hat 6.2.</p>
<h2>Scheda audio</h2>
<p>La scheda audio è ISA, e non viene mai identificata in modo automatico (mai nessuna distribuzione è riuscita in questo). In Red Hat e Mandrake però è sufficiente accedere al tool di configurazione aprendo una finestra terminale e dando il comando</p>
<pre style="padding-left: 30px;"># sndconfig</pre>
<p>Basta inserire il modello di scheda audio e i corretti valori di interrupt, dma e accesso alla memoria. A questo punto vengono eseguiti 2 test, e la configurazione audio è finita.</p>
<h2>Modem</h2>
<p>Dato che non uso più questo pc, questa sezione fa riferimento a versioni ormai obsolete del driver.</p>
<p>Il modem istallato sul pc è un soft-modem, ovvero parte delle funzioni sono implementate via software anzichè hardware. Questo costituisce un problema dal momento che molti costruttori rilasciano solo i driver per Windows 9x. In alcuni casi è comunque possibile far funzionare questi modem; il modello in questione è un Lucent LT.</p>
<p>A seconda delle distribuzioni risulta più facile istallare la versione 5.78e piuttosto che la più recente 6.00a. L&#8217;istallazione non presenta perticolari problemi ed è sufficente seguire le seguenti indicazioni.</p>
<p>Nel caso si voglia usare la versione 5.78e:</p>
<p>Scaricare <a href="http://zeromega.altervista.org/files/ltmodem-5.78e.tar.gz">il file contenente il driver 5.78e</a> e scompattarlo. Posizionarsi nella cartella che contiene i files; si deve eseguire</p>
<pre style="padding-left: 30px;">$ ./build_module</pre>
<p>che compila il modulo. Al termine della compilazione saranno disponibili 2 script da eseguire (da root):</p>
<pre style="padding-left: 30px;"># ./ltinst2</pre>
<p>che installa il modulo e</p>
<pre style="padding-left: 30px;"># ./autoload</pre>
<p>che imposta il caricamento automatico del modulo all&#8217;avvio del sistema. Eventuali disistallazioni possono essere fatte eseguendo</p>
<pre style="padding-left: 30px;"># ./ltuninst</pre>
<p>Adesso il modem è accessibile come device <em>/dev/modem</em> o <em>/dev/ttyLT0</em> o <em>/dev/ttyS14</em></p>
<p>Nel caso si stesse utilizzando <a href="http://zeromega.altervista.org/files/ltmodem-6.00a.tar.gz">la versione 6.00a</a> il procedimento di istallazione è pressochè identico: in più descrive ogni passaggio, rendendo l&#8217;utente &#8220;partecipe&#8221; di ciò che succede. Inoltre il modulo stesso presenta molte migliorie: nel mio caso la velocità di connessione è marcatamente più alta con questa versione che non con la prima.<br />
Tutto il processo di installazione va eseguito con i privilegi di root, e sono richiesti il comando <em>make </em>e il pacchetto <em>gcc</em>. Per completezza, rendo disponibile anche il pacchetto contenente <a href="http://zeromega.altervista.org/files/linux568.zip">il modulo originale fornito da Lucent per Red Hat 6.1</a>.</p>
<p>Sempre con lo stesso pacchetto è incluso uno script per realizzare un RPM che include i moduli e si occupa di istallarli nel sistema. E&#8217; possibile scaricare qui sotto i moduli per alcune distribuzioni:</p>
<ul>
<li><a href="http://zeromega.altervista.org/files/ltmodem-kv_2.2.14_5.0-5.99b-1.i386.rpm">Red Hat 6.2 [Kernel 2.2.14]</a></li>
<li><a href="http://zeromega.altervista.org/files/ltmodem-kv_2.4.2_2-6.00a1-1-rh71.i386.rpm">Red Hat 7.1 [Kernel 2.4.2]</a></li>
<li><a href="http://zeromega.altervista.org/files/ltmodem-kv_2.4.7_10-6.00a1-1-rh72.i386.rpm">Red Hat 7.2 [Kernel 2.4.7]</a></li>
<li><a href="http://zeromega.altervista.org/files/ltmodem-kv_2.4.18_3-8.22a3-1.i386.rpm">Red Hat 7.3 [Kernel 2.4.18]</a></li>
<li><a href="http://zeromega.altervista.org/files/ltmodem-kv_2.2.17_21mdk-5.99b-1.i586.rpm">Mandrake 7.2 [Kernel 2.2.17]</a></li>
<li><a href="http://zeromega.altervista.org/files/ltmodem-kv_2.4.3_20mdk-5.99b-1.i586.rpm">Mandrake 8.0 [Kernel 2.4.3]</a></li>
<li><a href="http://zeromega.altervista.org/files/ltmodem-kv_2.4.8_26mdk-6.00a1-1.i586.rpm">Mandrake 8.1 [Kernel 2.4.8]</a></li>
<li><a href="http://zeromega.altervista.org/files/ltmodem-kv_2.4.18_6mdk-6.00c2-1.i586.rpm">Mandrake 8.2 [Kernel 2.4.18]</a></li>
</ul>
<p>E&#8217; necessario scegliere il pacchetto che corrisponde esattamente alla propria distribuzione e versione del kernel per evitare incompatibilità.</p>
<h2>Links utili</h2>
<ul>
<li><a href="http://linmodems.technion.ac.il/">Linmodems support</a>: pagina di supporto per l&#8217;istallazione dei driver per i soft modem in Linux; comprende una sezione dedicata ai modelli con DSP Lucent.</li>
<li><a href="http://www.linux-on-laptops.com/compaq.html">Linux on Laptops &#8211; Compaq</a></li>
<li><a href="http://tuxmobil.org/compaq.html">TuxMobil: Linux Laptop and Notebook Installation Survey: COMPAQ</a></li>
</ul>
<p><img style="width: 80px; height: 15px;" title="TuxMobil - Linux on Laptops, Notebooks, PDAs and Mobile Phones" src="http://tuxmobil.org/pics/tuxmobil_sticker_small.png" alt="TuxMobil - Linux on Laptops, Notebooks, PDAs and Mobile Phones" /><br />
<img style="width: 90px; height: 35px;" src="http://www.linux-on-laptops.com/images/button2.gif" alt="Linux On Laptops" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per i nostalgici: installazione di Red Hat Linux 6.1</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 11:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeromega</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima domanda è ovvia: ma perché uno dovrebbe scrivere (ed anche leggere) di una distribuzione così vecchia?
Per quanto riguarda il motivo per cui ho voluto scriverne, è semplice: per me è stata la prima distribuzione linux, quella con cui ho iniziato ad usarlo, con la quale i miei pc hanno iniziato ad essere &#8220;dual [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="width: 160px; height: 120px; float: right;" title="Red Hat 6.1: schermata di benvenuto" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/rh_welcome.gif" alt="Red Hat 6.1: schermata di benvenuto" />La prima domanda è ovvia: ma perché uno dovrebbe scrivere (ed anche leggere) di una distribuzione così vecchia?<br />
Per quanto riguarda il motivo per cui ho voluto scriverne, è semplice: per me è stata la prima distribuzione linux, quella con cui ho iniziato ad usarlo, con la quale i miei pc hanno iniziato ad essere &#8220;dual boot&#8221;. Quindi l&#8217;ho fatto per affetto. Perché qualcuno dovrebbe leggerlo? Forse perché magari c&#8217;è scritto qualcosa di ancora utile, o per sola curiosità.<br />
Io ne ho ancora una in una macchina virtuale in un angolino del mio pc.<br />
<span id="more-30"></span></p>
<h2>Introduzione</h2>
<p><a href="http://www.redhat.com/">Red Hat 6.1</a> era un prodotto estremamente interessante per molti utenti per chi non vuole troppi fronzoli ma allo stesso tempo desidera dei tool di configurazione che non costringa troppo spesso a mettere mano a file di sistema; il tutto accompagnato da un&#8217;alta stabilità e da una compatibilità senza uguali.<br />
A partire dalla versione 6.1 l&#8217;installazione avviene in un comodo ambiente grafico (<span style="font-style: italic;">Anaconda</span>), che guida l&#8217;utente in modo semplice attraverso le impostazioni e le selezioni richieste; in realtà anche il tool pseudo-grafico (utilizzabile ad esempio nel caso in cui all&#8217;avvio la scheda video non sia correttamente supportata) non offre particolari difficoltà e segue i soliti passi della versione più amichevole. Nel corso del tempo il processo di installazione si è affinato, ma non è stato modificato radicalmente (le sue incarnazioni più recenti sono presenti in <a href="http://fedora.redhat.com/">Fedora</a>); di seguito si fa riferimento alla versione presente nella 6.1.</p>
<h2>Operazioni preliminari</h2>
<p>L&#8217;installazione parte semplicemente avviando dal primo cd-rom della distribuzione (nel caso in cui la macchina non supportasse il boot da cd-rom, nella cartella /dosutils sono presenti i tools per creare i floppy di boot). Dopo la prima schermata testuale, parte l&#8217;installazione grafica (a meno che non si chieda esplicitamente un&#8217;opzione diversa) e chiede le prime impostazioni: tastiera, lingua, mouse.</p>
<h2>Scelta del tipo di installazione</h2>
<p><img style="width: 160px; height: 120px; float: right;" title="Red Hat 6.1: scelta del tipo di istallazione" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/rh_instclass.gif" alt="Red Hat 6.1: scelta del tipo di istallazione" />Dopo alcuni settaggi piuttosto semplici, si giunge alla richiesta di quale tipo di installazione si voglia portare a termine:</p>
<ul>
<li><span style="font-weight: bold;">Gnome/KDE workstation</span>: <span style="text-decoration: underline;">tutte le partizioni linux presenti vengono cancellate</span>, e si procede ad una installazione preimpostata che utilizza l&#8217;ambiente grafico scelto (per default Red Hat utilizza Gnome).</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Server</span>: <span style="text-decoration: underline;">cancella tutte le partizioni presenti</span> ed esegue un&#8217;installazione completa, con particolare orientamento all&#8217;utilizzo server.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Custom</span>: è l&#8217;utente che sceglie ogni impostazione.</li>
</ul>
<p>Quest&#8217;ultima è sicuramente l&#8217;opzione da preferire, dato che non si trovano difficoltà particolari e che si può ridurre il software istallato (che è spesso sovrabbondante per l&#8217;utente normale): infatti è preferibile non istallare i vari server (ftp, web, ecc.) a meno che non si intendano effettivamente utilizzare. Nel seguito si supporrà di aver scelto il caso <span style="font-style: italic;">Custom</span>.</p>
<h2>Settaggi disco</h2>
<p><img style="width: 160px; height: 120px; float: right;" title="Red Hat 6.1: setup disco" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/rh_disk.gif" alt="Red Hat 6.1: setup disco" />A questo punto si giunge alla finestra attraverso la quale si modificano i settaggi relativi alle partizioni. Se avete scelto di istallare il sistema in una partizione dos, dovete selezionarne una tra quelle mostrate e con l&#8217;opzione &#8216;edit&#8217; impostarvi il mount point che nel caso più semplice sarà &#8216;/&#8217; (root). Se invece state riservando uno spazio a linux, dovete trasformare dello spazio vuoto in (almeno) una partizione con filesystem ext2 e una di swap. Queste operazioni sono in realtà delicate per il fatto che si operano delle modifiche alla tabella delle partizioni, ma il tool (Disk Druid) non presenta difficoltà particolari e offre un ampio margine di sicurezza: da ricordare che la tabella viene modificata solo al termine di tutte le operazioni, per cui è possibile sempre effettuare delle modifiche. Il passo successivo chiede di formattare le partizioni appena create.</p>
<h2>Lilo</h2>
<p>Come boot-loader viene istallato LILO. La finestra permette di selezionare tra i sistemi disponibili, di variare le etichette e di scegliere quale sarà il sistema ad essere avviato di default; è anche possibile scegliere di creare un floppy di boot, utile nel caso di problemi. E&#8217; possibile far risiedere Lilo sul Master Boot Record (nel caso in cui il sistema non abbia altri boot-loader) oppure sul primo settore della partizione che abbiamo riservato a Linux: in questo caso Lilo si occuperà solo di caricare Linux, mentre all&#8217;avvio sarà necessario un&#8217;ulteriore programma che permetta di scegliere quale sistema debba partire.</p>
<h2>Configurazione della rete</h2>
<p><img style="width: 160px; height: 120px; float: right;" title="Red Hat 6.1: configurazione della rete" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/rh_net.gif" alt="Red Hat 6.1: configurazione della rete" />Se sul vostro pc è stata rilevata una scheda di rete adesso è il momento per configurarla. Le informazioni da inserire sono quelle classiche: indirizzo IP, netmask, dominio, broadcast, nome dell&#8217;host, gateway e indirizzi DNS. Questa configurazione non ha nessuna influenza sulle impostazioni Internet riguardanti le connessioni dial-up.</p>
<h2>Scelta del fuso orario</h2>
<p>La schermata successiva serve a selezionare il fuso orario. Nelle release più recenti viene automaticamente dedotto dalla scelta della lingua, ma nel caso in cui questo non accada o che non si adatti alla vostra situazione basta selezionare dalla cartina o dall&#8217;elenco la città di riferimento.</p>
<h2>Configurazione account utenti e autenticazione</h2>
<p>Viene adesso richiesta la password di root (l&#8217;amministratore di sistema) ed inoltre è possibile creare gli account degli utenti ordinari con le relative password. La creazione degli utenti non è obbligatoria, mentre lo è la scelta della password di root. I settaggi di autenticazione presentati nella schermata seguente stabiliscono quali tipi di controlli deve eseguire il sistema al momento del login. Le impostazioni di default sono corrette per la maggior parte degli utenti.</p>
<h2>Scelta del software da istallare</h2>
<p><img style="width: 160px; height: 120px; float: right;" title="Red Hat 6.1: selezione dei pacchetti" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/rh_group.gif" alt="Red Hat 6.1: selezione dei pacchetti" />La scelta del software da istallare può avvenire sia indicando quale tipologia di pacchetti vogliamo sul nostro pc (ad esempio Gnome, Kde, Multimedia, ecc.), sia (dopo aver selezionato &#8220;Scelta individuale dei pacchetti&#8221;) indicando esattamente quali programmi si desiderano; la prima è certamente indicata per un utente poco esperto oppure che non abbia problemi di spazio su disco, mentre la seconda presuppone  una buona conoscenza dei pacchetti a disposizione. Ovviamente la scelta dei gruppi oppure dei programmi da istallare dipende da molti fattori, come le esigenze personali, i propri gusti, lo spazio su disco e principalmente l&#8217;uso che si intende fare del proprio sistema Linux. Le installazioni di gruppo sono abbastanza abbondanti, ma risultano piuttosto funzionali e complete. Grazie al controllo automatico delle dipendenze è sempre garantito che a installazione eseguita nessun pacchetto sia privo di tutto ciò che necessita dal punto di vista delle risorse software.</p>
<h2>Configurazione di X</h2>
<p><img style="width: 160px; height: 120px; float: right;" title="Red Hat 6.1: configurazione di X" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/rh_xconf.gif" alt="Red Hat 6.1: configurazione di X" />Nel caso in cui vorrete usare l&#8217;interfaccia grafica, questo è il momento per impostare alcuni parametri necessari al suo corretto funzionamento. E&#8217; necessario scegliere dall&#8217;elenco il monitor che si utilizza (oppure impostarne manualmente le caratteristiche) e successivamente la scheda video e la relativa quantità di memoria video. I pulsanti in basso permettono di personalizzare la configurazione di X (ovvero di selezionare la risoluzione e la profondità del colore: è sicuramente la strada da preferire), di attivare il login grafico piuttosto che a riga di comando oppure di saltare completamente la configurazione.</p>
<h2>Fine</h2>
<p><img style="width: 160px; height: 120px; float: right;" title="Red Hat 6.1: Fine istallazione" src="http://zeromega.altervista.org/immagini/rh_end.gif" alt="Red Hat 6.1: Fine istallazione" />Adesso non resta che attendere che vengano copiati i pacchetti che abbiamo selezionato e successivamente riavviare il sistema. Nel caso in cui sia necessario impostare altri settaggi si può utilizzare i comandi (come utente root):</p>
<pre style="padding-left: 30px;">#setup</pre>
<p>oppure</p>
<pre style="padding-left: 30px;">#linuxconf</pre>
<p>Nel caso in cui preferiate l&#8217;ambiente grafico, potrete sfruttare il <em>Control Panel</em>.</p>
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